Il Carnevale in Sabina: Scopri tutti gli eventi da non perdere

Il Carnevale in Sabina: Scopri tutti gli eventi da non perdere

Tra Umbria, Lazio e Abruzzo si trova una terra ricca di storia e di bellezze paesaggistiche: la Sabina. Quale periodo migliore del Carnevale per scoprirla, quando tutti i centri, dal più piccolo al più grande, si vestono a festa?
Di seguito, vi elenchiamo una serie di manifestazioni di Carnevale in Sabina che non potete perdere, tra maschere, carri, dolci e coriandoli.

Il Carnevale nel Centro d’Italia

L’appuntamento più famoso è senz’altro quello del Carnevale a Rieti, che anche per quest’edizione prende avvio già dalla prima domenica di Carnevale. Il divertimento per grandi e piccini è assicurato. Animazione, giochi e musica accompagneranno il consueto corso mascherato, che quest’anno sfilerà nel quartiere Città Giardino.

Vi ricordiamo, poi, la sfilata dei carri. Creata in collaborazione con l’Associazione Carristi Carnevale nel Centro d’Italia (che è ormai una garanzia) e con l’ Ascom di Rieti.

Nella terza domenica del mese, oltre ai festeggiamenti, potrete trovare nel centro storico anche la Mostra Mercato dell’Antiquariato.

Il Carnevalone Poggiano

Un’altra iniziativa da non perdere è fissata per domenica 5 marzo. Si tratta del Carnevalone Poggiano di Poggio Mirteto, giunto ormai alla sua 155esima edizione. La particolarità di questa manifestazione è il carattere anticlericale e il suo tentativo di rifarsi alle feste da cui il Carnevale trae origine: i Saturnali dell’antica Roma. I Saturnali erano una manciata di giorni in cui, nel tentativo di riportare in auge l’età mitica di Saturno, tutte le convenzioni sociali erano sospese. Uguaglianza, libertà, scherzi e scambi di ruolo(persino tra padroni e schiavi) erano le parole d’ordine. Per imitare questo clima festoso, nel 1861 a Poggio Mirteto si fece sfilare un enorme fantoccio in cartapesta (il Carnevalone, appunto) e lo si bruciò in piazza nella prima notte di Quaresima. Oggi, oltre alla sfilata del Carnevalone e dei carri, troviamo danze, maschere, tombolate e gare di vario tipo. La maschera che troverete a farla da padrone per le strade è quella del diavolo, mentre sulle tavole regnerà come al solito la carne.

Il Carnevale Antrodocano

I festeggiamenti per il Carnevale di Antrodoco, come ogni anno si caratterizzano per la tradizionale partecipazione dei Carri delle Quattro Stagioni e dei Dodici Mesi. Con questa sfilata si rievoca quella che era un tempo la vita contadina durante l’anno. “Li Dodici Mesi”, come vengono chiamati, sono 12 cavalieri, più un tredicesimo. Questi si esibiranno in un corteo percorrendo le vie del centro e, giunti nella piazza principale, reciteranno in dialetto poesie della tradizione popolare.

L’evento più particolare è forse quello che si svolge nel Martedì Grasso, quando il funerale di Carnevale vede la presenza del sindaco, del parroco e di un notaio che ne legge il testamento, prima che il fantoccio venga bruciato.

 

Cosa vedere a Rieti, l’ombelico d’Italia

Cosa vedere a Rieti, l’ombelico d’Italia

La posizione geografica centrale, rispetto al resto del nostro paese, ha fatto si che Rieti, sin dai tempi antichi, potesse essere identificata come l’ombelico d’Italia.
Collocata alle falde del Monte Terminillo, zona turistica di grande rilevanza, la cittadina si estende in un territorio pianeggiante estremamente ricco di verde. Facciamo un viaggio per scoprire cosa vedere a Rieti.

 

Scoprire Rieti a piccoli sorsi dal centro storico alla cinta muraria

Rieti gode di un centro storico di rara bellezza e grande pregio. Un autentico gioiello da visitare accuratamente scoprendolo a piccoli sorsi. A fare bella mostra di se gli edifici storici e le chiese.

Una visita ideale in città si snoda a partire dalla splendida Cattedrale di Santa Maria Assunta. In perfetto stile romanico è stata costruita fra il XII e il XIII secolo. La cattedrale ha subito modifiche con l’andare del tempo, in particolare la completa sistemazione della facciata, risalente al XX secolo. Degna di nota è soprattutto la cripta di notevoli dimensioni.

Altro punto di forza è l’ottocentesco Teatro Flavio Vespasiano. Il palcoscenico predestinato ad ospitare di anno in anno eventi internazionali di pregio. La punta dell’iceberg è il Rieti Danza Festival.

Elemento focale del centro città è piazza San Rufo, dove poter ammirare gli splendidi palazzi e la chiesa omonima. Da qui si può raggiungere via Roma e via Giuseppe Garibaldi per arrivare al Ponte Romano sul Velino. Lungo il tragitto si può godere della bellezza dei palazzi patrizi, fra cui spicca Palazzo Vecchiarelli, realizzato dall’architetto Carlo Maderno.

Non si può lasciare Rieti senza aver scoperto la particolarità del patrimonio sotterraneo e del museo Archeologico dei Sabini.
La parte sotterranea della città porta alla scoperta in particolare dei resti del viadotto romano risalente al III secolo a.C.

Andando alla scoperta del centro storico interessante itinerario è quello che si dipana da via Cintia, all’esterno delle mura, per salire sino al bellissimo Duomo, affiancato da un’area che mostra una splendida vista sui tetti della città.

Degno di nota anche l’ampio patrimonio immobiliare d’epoca. Si possono scoprire realtà estremamente interessanti come il Palazzo Vescovile del 1238, il Palazzo Dosi Delfini, il Palazzo Potenziani, il Palazzo Comunale realizzato nel XIII secolo autentico monumento storico.

Fra i musei meritano una menzione quello civico e quello del Tesoro del Duomo.

 

Gli edifici religiosi

Fra gli edifici religiosi sono sicuramente da vedere la chiesa di Sant’Agostino, realizzata intorno alla metà del XIII secolo dagli agostiniani in perfetto stile romanico-gotico; la chiesa di San Domenico, opera dei Domenicani alla fine del Duecento; la chiesa di San Giovenale dove ammirare il ‘Genio della Morte’ opera di Bertel Rhorwaldsen. Infine la chiesa di San Francesco risalente al XIII secolo e posta accanto all’oratorio di San Bernardino e al fiume Velino.

 

La cinta muraria

E’ possibile scoprire una Rieti antica anche decidendo di conoscere più da vicino la cinta muraria, che risale all’epoca medievale. La cinta è costellata di torri quadrate e semicircolari e da tutta una serie di porte. Ma la vera particolarità della struttura è quella di essere arrivata sino ai giorni nostri mantenendo la forma originale dell’epoca. Nell’immagine sopra ne vediamo uno scorcio.

 

Decisamente curioso, infine, il monumento della Lira posto in piazza Cavour e realizzato da Daniela Fusco nel 2003. L’opera è stata messa a punto grazie all’utilizzo di 2,2 milioni di monete da 200 lire. Essa rappresenta l’Italia che trattiene fra le proprie mani una moneta da una lira.